

Mandala
Mandelbrot Chakra Vortex

1° CHAKRA
Muladhara o “Chakra della Radice”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60

3° CHAKRA
Manipura o “Chakra del Plesso Solare”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60

5° CHAKRA
Vishuddha o “Chakra della Gola”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60

2° CHAKRA
Svadhistana o “Chakra Splenico”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60

4° CHAKRA
Anahata o “Chakra del Cuore”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60

6° CHAKRA
Ajna o “Chakra del Terzo Occhio”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60

7° Chakra
Sahasrara o “Chakra della Corona”
MISURE PERSONALIZZABILI:
45x45 - 50x50 - 60x60
I Mandala Mandelbrot · Chakra · Vortex nascono da una volontà precisa: dare spazio a una gestualità pittorica ampia, libera ed espressiva, che progressivamente si addensa ed entra in un dettaglio sempre più minuzioso. Il gesto iniziale si espande, si moltiplica e assume una struttura complessa, fino ad arrivare a un sistema in cui ogni parte contiene il riflesso del tutto.
I "Mandala" realizzati prendono vita propria e si discostano da quelli tradizionali, assumendo la forma di “Mandala Mandelbrot Chakra Vortex” per i sette Chakra in forma energetica attraverso un vortice, con l’intento di offrire strumenti di meditazione e riequilibrio energetico. Questi Mandala vengono realizzati in due modalità: sia incastonati in bacheche di plexiglass come preziosità, sia stampati in diverse tonalità cromatiche su alluminio spazzolato, dove non si stampa il colore bianco, lasciando trasparire il colore dell’alluminio di sottofondo e conferendo all’opera particolare lustro, lucentezza ed eleganza.
Questo processo può essere accostato a una visione insiemistica di tipo mandelbrotiano, dove la forma si rigenera continuamente, rivelando nuovi livelli di complessità man mano che lo sguardo si avvicina. All’interno del Mandala, il centro rimane il punto originario da cui tutto prende forma: da lì il segno si sviluppa e evolve verso l’esterno, generando un movimento circolare ed espansivo che crea un forte senso di vortice.
Il vortice non è soltanto un elemento formale, ma una vera e propria estensione energetica. Nei Mandala Mandelbrot · Chakra · Vortex, il movimento centripeto e il movimento centrifugo convivono, dando origine a un campo dinamico che coinvolge lo sguardo e il corpo dell’osservatore. La struttura del Mandala si apre così a una dimensione esperienziale, in cui il ritmo visivo si trasforma in percezione fisica.
Come tutti i Mandala, anche questi lavori sono pensati come strumenti di meditazione e concentrazione. Tuttavia, rispetto ai Mandala classici, introducono una qualità ulteriore: un senso di potenza ed energia in movimento, di espansione vitale. Il centro non è solo luogo di quiete, ma punto di generazione, da cui l’energia si irradia nello spazio e si estende verso l’esterno, trasformando l’atto contemplativo in un’esperienza intensa e vibrante.
Questi Mandala invitano a essere osservati lentamente, lasciando che lo sguardo attraversi i livelli, le ripetizioni e le variazioni del segno, fino a percepire il vortice come un campo energetico aperto, capace di attivare attenzione, presenza e risonanza interiore.
Mandelbrot
La “Geometria Frattale della Natura” è la tendenza all’astrazione algebrica, la teoria iterativa della dinamica non lineare, la sensibilità geometrica e visiva. Teorie inizialmente accantonate da accademici ancora legati alle classiche ipotesi di regolarità, dichiarate controintuitive e patologiche, furono reinterpretate da Benoît Mandelbrot che, con la sua intuizione geometrica ed il supporto della grafica al computer, creò gli strumenti di base di una nuova scienza: quella della “rugosità”.
Fenomeni apparentemente impossibili da ricondurre a uno schema matematico — come i profili di una montagna, le linee costiere, la forma delle nuvole o le ramificazioni di una pianta — trovano nella geometria frattale di Mandelbrot una descrizione adeguata ed un modello matematico di riferimento. La caratteristica più notevole di questa geometria è che permette di imitare la natura: se l’ordine rarefatto della geometria di Euclide appare lontano dal caos delle forme naturali, il nuovo paradigma permette di ristabilire una relazione tra gli oggetti reali e le loro formalizzazioni matematiche.
La geometria frattale diventa quindi lo strumento appropriato per descrivere la rugosità del mondo reale e la complessità delle sue forme e configurazioni. Così, mentre le forme euclidee possono essere descritte da semplici formule algebriche (come la circonferenza x² + y² = 1), gli oggetti frattali derivano da procedure o algoritmi ricorsivi che si richiamano ripetutamente, generando strutture complesse e autosimili.
Ad esempio, nella foglia di felce, quattro semplici trasformazioni affini ripetute generano, attraverso un calcolo eseguito dal computer (detto attrattore), la forma completa della foglia con tutte le sue ramificazioni. L’osservazione di questa struttura mostra una fondamentale caratteristica dei frattali e della natura: essa appare autosimile, ossia ogni sua parte riproduce in scala ridotta l’intera struttura.
Il termine “frattale”, neologismo coniato dallo stesso Mandelbrot, deriva dal latino fractus, cioè “rotto, spezzato, di forma irregolare e frammentata”. Un oggetto frattale può quindi essere scomposto in parti sempre più minute, ma la sua rugosità rimane sostanzialmente inalterata.